Laura Morante

Laura Morante – Corriere della Sera – 22-04-2001

Si parla della crisi della coppia dopo il film di Muccino. Ma anche nell'altro film del momento, "La stanza del figlio", di Nanni Moretti, c'è una coppia sull'orlo della crisi. Nel film di Muccino sono sbandamenti esistenziali. In quello di Moretti è una tragedia e il dolore a mettere in discussione per un attimo l'armonia della coppia. Laura Morante è la moglie, quella che supera prima la crisi, guardando con maggiore ottimismo e speranza al futuro. Se lo spiega così: "Paola salta la fase dell'ira, del rifiuto, che invece coinvolge Giovanni".

Nell'insieme però una coppia armoniosa. Niente a che vedere con il pessimismo mucciniano.

L'elemento più importante del funzionamento di una coppia è l'accettazione reciproca. In quella coppia c'è: accettano le loro differenze.

D- Ne vede tante così?

A volte ci vogliono anni di tirocinio. Io conosco coppie che trovano la loro velocità di crociera dopo tre o quattro anni di piatti che volano. Ricorda la preghiera di San Francesco? Signore dammi la forza per sopportare le cose che non posso cambiare, dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare e dammi la serenità per distinguere le une dalle altre. Vale anche in amore.

D- Qual è lo stato di salute della coppia oggi?

Quando esistevano strutture sociali che non si mettevano in discussione, a volte era più facile. Ma più spesso era intollerabile.
Era la "famiglia obbligatoria".

Si creavano veri e propri mattatoi, famiglie mostruose. L'ideale sarebbe trovare questa volontà in sé stessi, non delegare la società ad imporci la famiglia.
Vediamo tanti single, separazioni, solitudini, coppie che durano tre mesi.

Ogni volta che si perdono delle certezze c'è confusione. Ogni progresso sociale porta con sé modificazioni necessarie che vogliono il loro tempo. L'uomo e la donna sono cambiati, sono cambiate le loro relazioni. La mia vita è più giusta, non più facile. I rapporti equi sono difficili. Quando ci sono un padrone e un servo è tutto più chiaro.

D- Attorno a sé vede coppie felici?

Non moltissime. Ma non se ne vedevano nemmeno prima. Mia madre non era felice. Gli uomini e le donne riuscivano ad essere perfettamente infelici all'interno della famiglia "obbligatoria". Ogni volta che qualcuno parla del dolore dei figli dei genitori che si separano, io penso al mio dolore quando i miei genitori non si separavano.

D- Si ricorda la prima volta che è stata corteggiata?

Avevo 11 anni. Venne un ragazzo sotto la mia finestra. La canzone non la ricordo, ma quella serenata la rimpiango molto.

D- Lei ama sedurre?

Non sono brava a prendere l'iniziativa. Quando mi sembra di piacere a un uomo cerco di evitarlo perché ho paura che cambi idea.
In amore sbaglio sempre. Lo ha detto lei.
Qualche trambusto c'è stato nella mia vita sentimentale. Ho due figlie da due uomini diversi e nessuno dei due è il mio attuale compagno. Il primo errore che commetto è nella scelta.

D- E poi?

Mia madre mi rimproverava perché discutevo sempre. Non mi davo mai per vinta. Adesso ho deciso di prendere a modello la favola di Andersen intitolata "Quello che babbo fa, è sempre ben fatto". Cercherò di far in modo che il mio compagno senta che tutto quello che fa è sempre ben fatto.

D- Lei è più amica degli uomini o delle donne?

Uguale. Mi è anche capitato di avere amicizia profonda con uomini con i quali avevo avuto un rapporto di amore.

D- Che cosa rende difficile i suoi rapporti?

Non mi esprimo in maniera comprensibile. Quando provo tenerezza faccio dell'ironia, quando sono timida aggredisco. Per il mio interlocutore diventa complicato.

D- Scappano?

Per fortuna trovo persone che cercano di capire. In fondo basta afferrare il meccanismo.
 
D- Si è mai innamorata di una persona che non l'amava?

Non sono abbastanza coraggiosa. Non ce la faccio a lottare per la conquista.

D- Come fa ad accorgersi di essersi innamorata?

Dormo. Mi passa l'insonnia.

D- E' veramente importante l'amore per il sesso?

Io credo che già nel sesso ci possa essere qualcosa che è in parte amore. Io sono molto concreta, contadina, non credo alle astrazioni. Tutto passa attraverso il gesto e il corpo. Non si può amare un figlio senza toccarlo, nutrirlo, pulirlo. Il gesto è l'aspetto sano dell'amore, è quello che garantisce la sua salute. C'è gente che pensa che l'astrazione purifica. Per me è il contrario: l'astrazione corrompe. Vengo da una famiglia nella quale i gesti non erano facili.

D- La toccavano poco?

Mia madre non era molto gestuale. Anche oggi nella famiglie borghesi ci si tocca poco. Io invidiavo un mio amico dal quale a volte andavo a pranzo. Dopo pranzo noi dovevamo lasciare il salotto perché i suoi genitori, sessantenni, si sedevano sul divano e volevano restare soli una mezzoretta. "Andiamo di là perché i miei adesso si devono baciare".

D- Lei è sincera?

Ai limiti della stupidità.

D- Si può mentire in amore?

Non considero la menzogna un peccato mortale. E' un peccatuccio veniale. Però complica la vita. Dire la verità semplifica.

D- Andiamo sul concreto. Suo marito la tradisce. Lei che fa?

Se la scappatella, come si diceva un tempo, è inclusa, accettata nel rapporto, non c'è bisogno che me lo dica.

D- Se non è inclusa?

Io ho sempre avuto relazioni esclusive. Mi è anche accaduto di accettare qualche scappatella quando c'era una sostanziale sincerità preventiva. L'importante è che non ci sia mistificazione.

D- Dovendo scegliere è meglio tradire o essere traditi?

Tradire. Come si fa a preferire di essere traditi? Ma io non sono una da scappatelle. Poco…

D- Poco che vuol dire? Quantifichiamo.

Quando accade sono rapporti già sfilacciati.

D- E' stata mai respinta?

No.

D- Come reagirebbe?

Malissimo. Per questo non prendo l'iniziativa. Ho paura di essere rifiutata.

D- Come deve essere un uomo per piacerle?

Deve prendere l'iniziativa. Altrimenti non se ne fa niente.

D- E poi?

Da ragazzina mi piacevano gli uomini tristi. Adesso li voglio allegri.

D- L'uomo che sia al 25 per cento donna?

Solo il 25 per cento?

D- L'uomo piagnone?

No, no mi piacciono i piagnoni.

D- Si può avere un solo uomo tutta una vita?

Direi di si.

D- Fa spesso errori?

Spessissimo. Uso troppo la ragione e poco l'istinto. L'istinto non mi fa mai sbagliare. La ragione quasi sempre.

….ho postato quest'articolo peché… lo condivido molto.
coccy

Laura Moranteultima modifica: 2005-01-17T11:49:31+01:00da coccy.coccy
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